Ricordo bene le parole di un mio vecchio professore all’università, quando ci raccontò un aneddoto sul rapporto tra un suo ex-studente e il LaTeX. Questi non voleva sentir parlare di tale programma e rimase fedele per anni al suo MS Word. Vista l’insistenza del professore, lo studente dopo molto tempo si decise a provarlo e ne rimase entusiasta tanto che, successivamente, scrisse e diede alle stampe una guida per l’utilizzo di LaTeX, ma come ricorda il professore, “non è che la guida fosse un gran che, si vedeva che (lo studente, ndr.) non aveva ancora capito le potenzialità dello strumento.
Detto questo, siccome pur avendoci scritto la tesi di laurea, non ne ho mai imparato completamente i segreti, imparo dagli insegnamenti ed evito di fare brutte figure. Se per caso dovete scrivere la tesi però, non pensateci sopra, usatelo!
Tag: gratis, latex, Open Source, Software, tesi
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In questo articolo vi ho parlato di Scour spiegando come funziona il servizio.
È di oggi la notizia che Scour si è aggiudicato il premio Open Web Awards con votazioni aperte a tutti gli internauti del mondo, per la sezione Search & Social Search. Questo premio è stato istituito dal sito Mashable che in passato ha premiato siti come Google, Facebook, Twitter, Netvibes, Last.fm e Meetup.
Le votazioni si sono svolte in tre passi: nomination, semifinali e finali, con tre siti per ogni categoria. Per capire velocemente cosa propone questo sito, vi consiglio caldamente di leggere il breve articolo in cui spiego come funziona, lo trovate qui.
PS: Ricordatevi di iscrivervi dai paesi scritti nell’articolo, altrimenti il gioco non vale la candela.
Tag: Internet e Web, mashable, premi, Scour
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Non so voi, ma io sono proprio stanco di vedere le email piene di inutili frasi che declinano ogni tipo di responsabilità, per ogni tipo di atto procurato da un ipotetico individuo che voglia recare danno ad ignari terzi… ma è proprio necessario che ogni azienda metta la stessa frase, spesso in italiano anche per le email che vanno all’estero, altre le più geniali, in due o più lingue… è veramente necessario?
L’apice del dramma si ripresenta quotidianamente quando a tali email si risponde senza cancellare il testo riportato, scrivendo due misere righe e sbattendo la propria firma in coda, creando così dei catenacci illeggibili, e specialmente se si itera l’azione più di una volta, si arriva a dover cercare ciò che davvero interessa con la funzione di ricerca.
Ma allora, è strettamente necessario fare tutto ciò? Secondo me ci sarebbero tante alternative più intelligenti. Una su tutte, stabilire che quelle frasi siano sottointese. Volendo sforzarsi un po’ di più, si arriva all’idea definitiva. Ogni azienda dedica una pagina del proprio sito ai termini di servizio delle email, nella quale scriverà una sola volta per tutte, tutte le qualsivoglia frasi paraculo che declinano ogni responsabilità, e tutti gli utenti metteranno in firma solamente un semplice link alla suddetta pagina.
Tag: email, firma, Internet e Web, lavoro
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In questo articolo vi avevo parlato della vasta diffusione dei captcha e di reCAPTCHA che vi fornisce gratuitamente questo tipo di servizio. Bene, questo sito vi offre ancora di più, vi offre una cosa geniale! Con reCAPTCHA Mailhide potete infatti dare il vostro indirizzo email e ottenere del codice HTML da incorporare nel vostro sito, in maniera tale che compaia online solo una parte di esso, e per averlo integralmente si deve passare un test captcha.
Facciamo un esempio. L’email che voglio proteggere è pluto2000@pippo.biz. Sul sito apparirà solamente plu…@pippo.biz e il resto lo avrete se e solo se sarete in grado di risolvere il test captcha… sperando che non sia troppo difficile. A proposito, eccovi una vignetta tratta da geek and poke sulla difficoltà di questi test.

I Captcha diventano sempre più difficili
Tag: captcha, email, Internet e Web, recaptcha, spam
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Per combattere lo spam nei siti Web dove è possibile lasciare dei commenti, o registrarsi a dei servizi, o più in generale svolgere qualche azione con il pericolo che questa possa essere replicata automaticamente da dei software, molti anni fa ormai naquero i captcha. Questo nome un po’ bizzarro è l’acronimo di Completely Automated public Turing test to tell Computers and Humans Apart, identifica quelle immagini distorte delle quali ci viene chiesto di copiare il contenuto per distinguere appunto gli umani dalle macchine.

Un esempio di captcha
Negli ultimi anni purtroppo il fenomeno dello spam non è andato scemando in intensità ed i captcha hanno avuto una vera e propria esplosione in termini di utilizzo. Oggi giorno li trovate su qualsiasi sito, praticamente viviamo nell’età dei captcha. E poi, molto spesso sono fatti talmente bene (o talmente male) che bisogna proprio mettersi d’impegno per leggere cosa c’è scritto.
Uno di questi servizi è offerto gratuitamente da reCAPTCHA. La cosa simpatica è il funzionamento di questo sistema: loro si occupano della digitalizzazione di testi antichi, e tutte le parole che non vengono riconosciute dall’OCR, il software che trasforma un’immagine contenente del testo in un testo vero e proprio, vengono immesse nel sistema come elementi di test. Per stabilire il testo di ogni singola immagine immessa, usano un approccio di tipo statistico, ovvero chiedono di decifrare due parole, una delle quali è nota e viene usata per effettuare il controllo vero e proprio sull’utente, mentre l’altra è ignota e viene somministrata a diversi utenti e, nel caso in cui la prima parola sia stata azzeccata, il risultato più comune viene assunto come vero. In questa maniera si contribuisce alla digitalizzazione di vecchi testi.
Chiudo con una vignetta a tema tratta dal sito xckd.com del quale vi parlerò prima o poi.

A new captcha approach.
Tag: captcha, Internet e Web, recaptcha
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Non c’è dubbio che la sicurezza sia la cosa più importante. C’è però un piccolo problema di fondo: l’uomo fa fatica a ricordare sequenze di cifre. Personalmente me la cavo anche abbastanza bene, ma ammetto che col passare degli anni la cosa sta diventando sempre più critica visto che i numeri da ricordare diventano sempre di più. Esempi? Bancomat, carte di credito, cellulare, il badge per il lavoro… in totale io sono arrivato a 6 numeri da ricordare, e sicuramente sto già dimenticando qualcosa. Purtroppo, cellulare a parte, gli altri PIN sono imposti e non si posso scegliere, il che complica notevolmente le cose.
Il PIN, acronimo dell’inglese Personal Identification Number, fu inventato dallo scozzese James Goodfellow che però non si preoccupò di inventare un meccanismo per ricordarselo. Questo tocca a noi.
Tag: numeri, pin, ricordare
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Cambiano i tempi e cambiano anche i modi di mandare a quel paese le persone che se lo meritano. Dunque, nell’anno del Web 2.0, si manda a quel paese inviando un email col seguente link di un sito puramente 1.0, ma comunque degno di nota.
http://www.affanculo.org/
Tag: fun, mandare
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Ultimamente, è vero, mi sono accanito contro Skype. E la saga continua. L’argomento del giorno è come recuperare la password di Skype senza conoscere l’indirizzo email con il quale ci si è iscritti. Va bene, bisogna metterci del proprio per essere in queste condizioni, ma in caso di account condivisi con altre persone può succedere.
Sul sito di Skype è possibile richiedere l’invio della password di accesso, ma per poterla ricevere è necessario fornire l’username e l’indirizzo email fornito durante l’iscrizione. Nel vostro computer, su Windows, potete trovarla nel file profile256.dbb o nel file profile4096.dbb della cartella C: > Documents and Settings > nome_utente_windows > Application Data > nome_utente_skype. Non aspettate di trovarvi un file molto amico, dovrete un po’ cercare prima di trovarla, comunque c’è.
Val la pena dire che se all’atto dell’iscrizione vi siete iscritti con un indirizzo sbagliato potete tranquillamente scordarvi di ricevere la password in questa maniera. In tal caso provate a contattare il servizio clienti. In ogni caso questa operazione vi viene utile come diagnostica, almeno così avete chiara la situazione.
Tag: password, Skype, Windows
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Due giorni fa vi scrivevo su questo articolo come risolvere i problemi incontrati con Skype 2.0 dopo l’upgrade a Ubuntu 8.10. L’inghippo è l’ormai famoso: problema di riproduzione audio, che ha colto un bel po’ di utenti di questo bel sistema operativo.
Veniamo al sodo. La soluzione che vi proponevo due giorni fa, funziona, ma devo ammettere che non è granché, visto che essa funziona solo fino al successivo riavvio del computer. Dunque, mi sono dato da fare per cercare qualche altra soluzione. Eccovela!
Aprite dal menu Sistema > Preferenze > Audio, impostate nei primi tre campi il valore Identificazione automatica, nel quarto ALSA - Advanced Linux Sound Architecture, e nel quinto Alsa mixer. Forse avete già tutto in ordine, in tal caso passate a Skype, scegliete dal menu Opzioni > Dispositivi audio, e impostate uscita audio e suoneria a pulse, mentre ingresso audio va impostato su uno dei valori, indicativamente su quello che finisce con uno zero… purtroppo varia da PC a PC e non posso essere più preciso.
Provate a chiamare… funziona no? La domanda adesso è: funzionerà anche dopo il riavvio? Lo scopriremo solo vivendo!
... rebooting system ...
Funziona!
Tag: Problemi, Skype, Ubuntu
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Su rojadirecta.com, sito spagnolo, trovate ogni giorno la programmazione degli eventi sportivi visibili in streaming attraverso il browser Web o dei programmi dedicati. Negli ultimi tempi le offerte attraverso il browser sono aumentate in quantità e qualità, quindi non avete neanche bisogno di installarvi software extra. Tutto quello che dovete fare è visitare il sito, scegliere l’evento desiderato e cliccare sopra.
Non c’è alcun canone da pagare e nessun abbonamento o quant’altro possa minare il vostro portafoglio. È gratis. Funziona con Linux, Windows, testati personalmente, e sicuramente anche in Mac, anche se non l’ho testato… ma insomma non c’è proprio nessun motivo per cui non debba funzionare, si tratta solo di vedere un semplice video.
Se per caso preferite usare i software per lo streaming, in tal caso i miei preferiti sono nell’ordine: TVUPlayer, TVAnts e Sopcast. Vista l’attuale qualità degli streaming video attraverso il browser, vi garantisco che questi programmi non vi serviranno. Tra i canali via Browser, vi consiglio caldamente Atdhe, qualora disponibile, che vi regala un’ottima qualità audio e video e commento in inglese pulito di tutto rispetto. Talvolta ci sono canali con commenti in italiano, ma personalmente per la qualità in generale, preferisco Atdhe.
Una nota speciale per gli utenti Ubuntu: tasto destro sulla barra in basso, scegliete impostazioni, e poi ampliate l’ampiezza del buffer fino a 10MB, di default è solo 100KB, ma questo può portarvi a qualche piccolo blocco, quindi dategli pure campo.
Un esempio di cosa si può vedere? Champions League, Serie A, coppa UEFA, Liga, Premier League, Bundesliga, NBA, NHL e così via. Dateci un’occhiata qua!
Tag: champions league, Internet e Web, serie A, streaming, Ubuntu, video
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