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L’obiettivo di questo tutorial è la visualizzazione di un desktop remoto via Internet, con flusso di dati criptato tramite SSH. In altre parole si effettuerà una connessione SSH con il PC remoto, e questa farà da tunnel per la visualizzazione del desktop.

Da dove nasce il problema. La mia idea, che penso abbia avuto già qualcun’altro, è quella di poter fornire un aiuto a distanza a tutte quelle persone che vorrebbero provare Linux, nella fattispecie Ubuntu, ma non si sentono abbastanza sicure. In questo modo voi potrete installare l’ultima versione di Ubuntu a tale persona, preparare il tutto per la connessione da remoto, e poi ogni volta che questi ne avrà bisogno potrete dare il vostro supporto comodamente da casa vostra. Fantastico, no? :) Scopriamo ora come farlo!

Schema di rete. La classica situazione è quella illustrata nell’immagine seguente, ovvero due pc connessi al router di casa e uniti dalla rete Internet. Per fissare le idee, supponiamo che sia Alice a voler aiutare Bob, e quindi Bob vuole condividere il suo desktop attraverso la Rete. Entrambi sono in possesso di una connessione ad Internet funzionante.

Schema di rete

Schema di rete

Software necessario. Rispetto all’installazione di base del nostro sistema operativo preferito, c’è bisogno di installare nel solo computer di Bob il pacchetto che permette di accettare connessioni in Secure SHell, ovvero openssh-server. Installatelo con Synaptic, oppure da terminale tramite il seguente comando sudo apt-get install openssh-server.

Impostazioni preliminari. Alice ha già tutto pronto per la connessione, mentre dal PC di Bob, dobbiamo preoccuparci di effettuare il port forwarding della porta 22, quella usata da SSH, all’indirizzo IP della macchina di Bob. Inoltre è necessario abilitare le connessioni al PC da remoto. Questo lo si può fare andando sul menu Sistema -> Preferenze -> Desktop remoto e abilitando le opzioni come mostrato nella figura sottostante.

Preferenze del desktop remoto

Preferenze del desktop remoto

I preparativi finiscono con la comunicazione di Bob ad Alice dei seguenti dati:

  1. username e password di un account valido in Ubuntu
  2. password per la connessione remota impostata nelle preferenze del desktop remoto
  3. indirizzo IP pubblico.

Tale indirizzo lo si può trovare in molti modi, per esempio visitando il sito indirizzo-ip.com. La maggior parte dei provider italiani assegna gli indirizzi IP dinamicamente, quindi ad ogni riavvio del router ne otterrete uno diverso.

Connessione! Ora è tutto pronto, tocca ad Alice. Pur non essendo assolutamente un fanatico del terminale, il modo che vi consiglio io per instaurare il tunnel SSH consiste in una singola riga da inserire opportunamente modificata nella shell, ovvero

ssh -l usernameUbuntu -L 50000:localhost:5900 10.10.10.10 (in grassetto le parti da adattare).

Analizziamo velocemente il comando. Con -l usernameUbuntu andiamo a dire con quale account vogliamo accedere al sistema. Con -L 50000:localhost:5900 creiamo effettivamente il tunnel, scegliendo la porta locale da usare come inizio dello stesso, ovvero 50000, e la porta in remoto, la 5900, che è proprio quella usata per la condivisione del desktop. Inviato il comando, vi sarà chiesto di inserire una password, che è quella dell’account Ubuntu di Bob.

Fatto questo, Alice può aprire il programma visualizzatore di desktop remoti, che si trova sotto Applicazioni -> Internet, cliccare in sequenza su Connetti, Trova e Dominio, digitare localhost:50000 e cliccare per connettersi. La password che viene richiesta ora è quella che Bob ha deciso di usare nelle prefereze per il desktop remoto e, una volta inserita, nel PC di Bob comparirà un messaggio di richiesta condivisione desktop e dovrà decidere se accettarla o meno. Bob può interrompere in qualsiasi momento la condivisione sfruttando il menu da tasto destro che si apre cliccando sull’icona in alto a destra che notifica la connesione attiva.

Quando Alice ha finito di fornire il suo aiuto a Bob, può chiudere il visualizzatore di desktop remoti e terminare la connessione SSH tramite il comando exit.

Questo è quanto, mi sono prolungato fin troppo, ma mi stava a cuore l’argomento e volevo spiegarlo in maniera dettagliata cosicché risulti il più facile possibile a voi che lo leggete. Siete riusciti a connettervi? Fatemelo sapere!

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5 commenti a “Ubuntu – visualizzazione di desktop remoto criptata via SSH”

  1. Massimiliano scrive:

    CIAO BELLA E SEMPLICE! bravo.
    L’unica cosa:
    Per esempio se voglio accedere a un’altro mio pc che lascio acceso, e quindi non c’è nessuno davanti per loggarsi,

    c’è da loggarsi prima di prenderne il controllo con vnc o con visualizzatore ubuntu, no?

    so che ci sono guide che spiegano addirittura ccome accenderlo da remoto via wake up on lan per cui la soluzione deve essere veramente banale da darla per scontato

    ma per me che sono nuovo di ubuntu/linux questo rimane l’ultimo scoglio.
    grazie
    Massimiliano

  2. andr983 scrive:

    Ciao, grazie del commento!

    A dire la verità non ho mai provato a fare quello che dici tu. Penso che sia fattibile, ma così su due piedi non saprei dirti come e non vorrei consigliarti male. Purtroppo in questo periodo ho poco tempo per aggiornare il blog, ma appena ho un po’ di tempo ci penso dai! Interessa anche a me.

    Ciao!

  3. chicco scrive:

    Ciao e bella guida.
    Per quanto riguarda la domanda di massimiliano, si può ovviare la conferma della condivisione togliendo la spunta, indicata nell’immagine della guida, di “Confermare ogni accesso alla macchina”. Così facendo eviti che un operatore umano debba ogni volta confermare l’accesso.
    Una domanda io invece: ma le porte della connessione non sono dalla 5000 alla 5900??

    Grazie mille.

  4. andr983 scrive:

    Ciao e grazie per aver lasciato un commento.

    Si esatto, togliendo la spunta non viene più richiesta la conferma, era l’idea che avevo avuto anche io. L’unica cosa su cui volevo un po’ ragionare era la possibilità di rendere il tutto sicuro. Magari è anche già sicuro così, diciamo che causa i mille impegni di lavoro e privati non sono ancora riuscito a trovare un po’ di tempo libero per pensarci su.

    Per quanto riguarda la porta di connessione, in effetti nel comando ssh c’è il 5900 come porta, che è quella ufficiale di VNC, mentre la 50000 è quella da cui parte l’ssh e visto che funziona così penso non ci siano troppe restirzioni, a parte quella di sceglierne una libera e tra il 5000 e il 5900 ce ne sono molte di riservate, mentre verso il 50000 c’è più “spazio”. Detto questo, il 50000 è un esempio con una cifra tonda, ma come detto, puoi metterci qualsiasi numero a patto che non sia già usato.

  5. Johnsie1985 scrive:

    Há visivelmente um monte de identificar com isso. Eu suponho que você fez algumas observações agradável em recursos também.

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