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Il nuovo Grub ha portato con sé qualche novità, quindi con questo articolo mi propongo di spiegare ai fini pratici come riuscire ad apportare i tipici cambiamenti con l’attuale versione. Vediamo come si fa.

Con il Grub 1, tutte le configurazioni venivano fatte modificando il file /boot/grub/menu.lst, accessibile per default dal solo root. Il contenuto di questo file, nella versione 2 del Grub, lo si trova in /boot/grub/grub.cfg, ma questo file, a differenza del suo predecessore, non è direttamente modificabile, in quanto viene composto ogni volta che si lancia un update, partendo da diversi file. Per inciso, se provate a modificarlo e a salvare, anche se siete loggati come root, il vostro editor di testo gedit vi darà il seguente messaggio di errore.

Impossibile salvare il file «/boot/grub/grub.cfg». Si sta cercando di salvare un file su di un disco a sola lettura. Assicurarsi di aver digitato correttamente la posizione e riprovare.

La prima cosa che faccio sempre quando installo una nuova versione di Ubuntu è accorciare il timeout che per default è impostato a 10 secondi. A me piace tenerlo a 3s, per velocizzare l’avvio del sistema. La variabile che potete modificare per ottenere ciò si chiama GRUB_TIMEOUT e la trovate nel file /etc/default/grub, accessibile da root. Quindi eseguite da terminale sudo nautilus e da quella finestra portatevi al file sopra indicato, apritelo e apportate le modifiche.

Se invece volete aggiungere o togliere qualche opzione di avvio, i file che confluiscono in grub.cfg lì trovate tutti nella cartella /etc/grub.d. Anche la sintassi è cambiata rispetto alla prima versione, quindi fate attenzione a non commettere errori.

Alla fine, per rendere effettivi tutti i cambiamenti, non dimenticatevi di lanciare da terminale il seguente comando.

update-grub

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