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	<title>Il blog dei Cattivi &#187; PC</title>
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	<description>Notizie più o meno tecniche dal mondo</description>
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		<title>Selezionare check box da tastiera</title>
		<link>http://www.e-cattivi.com/blog/2010/06/24/selezionare-check-box-da-tastiera/</link>
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		<pubDate>Thu, 24 Jun 2010 20:36:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>andr983</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non so voi, ma io l'ho scoperto da molto poco per puro caso, come si fa a selezionare e deselezionare una check box da tastiera. Ma adesso ho scoperto come si fa e sto per svelarvelo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non so voi, ma io l&#8217;ho scoperto da molto poco, e come spesso succede per puro caso, come si fa a selezionare e deselezionare una check box da tastiera. E vale anche per i radio button. Già, perché era proprio da tanto tempo che ci giravo intorno, e ogni volta che mi iscrivevo ad un sito e incontravo una check box andando avanti col Tab mi piantavo alla fantomatica casellina bianca. Ma adesso ho scoperto come si fa e sto per svelarvelo. <span id="more-353"></span></p>
<p>Mi sembrava impossibile infatti che non ci fosse la possibilità di comandarle da tastiera, e infatti c&#8217;è, e la cosa bella è che vale sia in Linux (dunque anche Ubuntu) che in Windows, e di conseguenza anche in tutti i browser che girano in essi, quindi Firefox, Internet Explorer, Chrome, Opera e così via. Essendo valida a livello di sistema operativo, questa scorciatoia da tastiera vale sempre e comunque, ovunque vi capiti di incappare in una check box (anche dette tick box).</p>
<p>Che soddisfazione che mi sono tolto! Ma voi lo sapevate già?</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Skype su Ubuntu 9.10</title>
		<link>http://www.e-cattivi.com/blog/2009/11/20/skype-su-ubuntu-9-10/</link>
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		<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 14:59:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>andr983</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Finalmente il classico problema audio di Skype che regolarmente faceva dannare gli utenti Ubuntu all'installazione del software per la telefonia VOIP è stato risolto. Se per caso al primo avvio di Skype non riuscite a farvi sentire dagli amici che stanno dall'altra parte della "cornetta", il problema, se così può essere chiamato sta solo nella regolazione del volume del segnale d'ingresso.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Finalmente il classico <strong>problema audio di Skype</strong> (leggi <a title="Soluzione problema Skype su Ubuntu" href="http://www.e-cattivi.com/blog/2008/12/02/skype-vs-ubuntu-vinco-io/">qui</a>) che regolarmente faceva dannare gli utenti <strong>Ubuntu</strong> all&#8217;installazione del software per la telefonia VOIP è stato risolto. Se per caso al primo avvio di Skype non riuscite a farvi sentire dagli amici che stanno dall&#8217;altra parte della &#8220;cornetta&#8221;, il problema, se così può essere chiamato sta solo nella <strong>regolazione del volume del segnale d&#8217;ingresso</strong>.<span id="more-312"></span>Dunque, sempre sotto <em>Sistema -&gt; Preferenze -&gt; Audio</em>, oppure tasto desto e <em>preferenze audio</em> cliccando sull&#8217;icona dell&#8217;altoparlante nell&#8217;area di notifica, troverete la finestra per la gestione dell&#8217;audio, notevolmente migliorata rispetto alle versioni precedenti. Ora, nell&#8217;etichetta <em>Ingresso</em>, avete una barra con cui potete regolare il volume d&#8217;ingresso e, se non è impostata in maniera impeccabile, sta a voi trovare il bilanciamento più corretto. Tutto qua. Avete anche a disposizione uno strumento per la prova, parlate semplicemente al microfono e accertatevi che la barra che vi mostra l&#8217;intensità del segnale non vada al 100% già quando voi parlate a voce bassa. L&#8217;impostazione migliore, qualora sufficiente per intensità del segnale, resta comunque quella di <strong>impostare il livello di ingresso</strong> del microfono in corrispondenza della tacca denominata <strong>&#8220;non amplificato&#8221;</strong> cosicché si ottiene la migliore qualità.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ubuntu Brainstorm &#8211; per un miglioramento del tuo SO</title>
		<link>http://www.e-cattivi.com/blog/2009/11/07/ubuntu-brainstorm-per-un-miglioramento-del-tuo-so/</link>
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		<pubDate>Sat, 07 Nov 2009 10:35:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>andr983</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Vi è mai capitato di pensare che, fosse per voi, quella certa cosa del sistema operativo l'avreste fatta in maniera diversa? Ecco, Brainstorm di Ubuntu vi permette di fare proprio questo.  ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vi è mai capitato di pensare che, fosse per <strong>voi</strong>, quella certa cosa del sistema operativo <strong>l&#8217;avreste fatta in maniera diversa</strong>? Ecco, <strong>Brainstorm di Ubuntu</strong> vi permette di fare proprio questo.  <span id="more-288"></span></p>
<p>Su un <a title="Ubuntu Brainstorm" href="http://brainstorm.ubuntu.com/">sito</a> Internet dedicato, gli utenti possono <strong>esporre dei problemi</strong> e <strong>proporre più soluzioni</strong> che verranno <strong>messe al voto della comunità</strong>. Ogni singolo utente può <strong>votare</strong> ogni proposta di soluzione e <strong>partecipare alle discussioni</strong> ad essa inerenti. Alla fine, <strong>le idee migliori vengono implementate</strong> e integrate nella versione successiva.</p>
<p>In questo modo dunque, tutti gli utenti possono dire la loro opinione e poi la variopinta comunità di Ubuntu giudicherà se l&#8217;idea è buona oppure no. Nel caso in cui un&#8217;idea sia bollata come non buona, l&#8217;autore della stessa può evincere dai commenti il motivo di tale giudizio, e migliorare con ciò <strong>la propria conoscenza della filosofia Ubuntu</strong>, o più in generale quella dei sistemi basati sull&#8217;accoppiata <strong>GNU/Linux</strong>. Accade spesso infatti, che molti utenti migrati da Windows vogliano avere determinate funzioni implementate proprio come nel sistema operativo di provenienza, e realizzando spesso in seguito alla &#8220;bocciatura&#8221; dell&#8217;idea che non tutto deve essere &#8220;com&#8217;era prima&#8221; e che spesso, ma non sempre, le differenze si traducono in vantaggi.</p>
<p>Voi cosa ne pensate, avete mai votato qualche idea o presentato una vostra soluzione?</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Ubuntu 9.10 &#8211; Karmic Koala</title>
		<link>http://www.e-cattivi.com/blog/2009/10/29/ubuntu-9-10-karmic-koala/</link>
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		<pubDate>Thu, 29 Oct 2009 14:18:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>andr983</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi, tra qualche ora, sarà disponile al pubblico la versione finale di Karmic Koala, la versione di ottobre 2009 di Ubuntu.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi, tra qualche ora, sarà disponile al pubblico la versione finale di Karmic Koala, la versione di ottobre 2009 di Ubuntu. Tra le migliorie promesse da questo rilascio c&#8217;è l&#8217;accorciamento del tempo di avvio del sistema, l&#8217;adozione di un nuovo programma per la messaggistica istantanea (Empathy sostituisce Pidgin), il rimpiazzo dell&#8217;aggiungi rimuovi con l&#8217;Ubuntu software center. Il boot loader di default sarà il Grub 2, mentre il file system predefinito sarà per la prima volta l&#8217;ext4.</p>
<p>Detto questo, cosa aspettate a provarlo? Scaricatelo <a title="ubuntu.com" href="http://www.ubuntu.com">qui</a>!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ubuntu &#8211; visualizzazione di desktop remoto criptata via SSH</title>
		<link>http://www.e-cattivi.com/blog/2009/09/23/ubuntu-visualizzazione-di-desktop-remoto-criptata-via-ssh/</link>
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		<pubDate>Wed, 23 Sep 2009 20:42:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>andr983</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L'obiettivo di questo tutorial è la visualizzazione di un desktop remoto via Internet, con flusso di dati criptato tramite SSH. In altre parole si effettuerà una connessione SSH con il PC remoto, e questa farà da tunnel per la visualizzazione del desktop.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;obiettivo di questo tutorial è la <strong>visualizzazione di un desktop remoto via Internet</strong>, con flusso di dati criptato <strong>tramite SSH</strong>. In altre parole si effettuerà una connessione SSH con il PC remoto, e questa farà da <strong>tunnel</strong> per la visualizzazione del desktop.</p>
<p><strong>Da dove nasce il problema</strong>. La mia idea, che penso abbia avuto già qualcun&#8217;altro, è quella di poter fornire un aiuto a distanza a tutte quelle persone che vorrebbero provare Linux, nella fattispecie Ubuntu, ma non si sentono abbastanza sicure. In questo modo voi potrete installare l&#8217;ultima versione di Ubuntu a tale persona, preparare il tutto per la connessione da remoto, e poi ogni volta che questi ne avrà bisogno potrete dare il vostro supporto comodamente da casa vostra. Fantastico, no? <img src='http://www.e-cattivi.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  Scopriamo ora come farlo!<span id="more-252"></span></p>
<p><strong>Schema di rete</strong>. La classica situazione è quella illustrata nell&#8217;immagine seguente, ovvero due pc connessi al router di casa e uniti dalla rete Internet. Per fissare le idee, supponiamo che sia Alice a voler aiutare Bob, e quindi Bob vuole condividere il suo desktop attraverso la Rete. Entrambi sono in possesso di una connessione ad Internet funzionante.</p>
<p style="text-align: left;">
<div id="attachment_256" class="wp-caption aligncenter" style="width: 360px"><img class="size-full wp-image-256" title="Schema di rete" src="http://www.e-cattivi.com/blog/wp-content/uploads/2009/09/connessione2.png" alt="Schema di rete" width="350" height="100" /><p class="wp-caption-text">Schema di rete</p></div>
<p><strong>Software necessario</strong>. Rispetto all&#8217;installazione di base del nostro sistema operativo preferito, c&#8217;è bisogno di installare nel solo computer di Bob il pacchetto che permette di accettare connessioni in <em>Secure SHell</em>, ovvero <code>openssh-server</code>. Installatelo con Synaptic, oppure da terminale tramite il seguente comando <code>sudo apt-get install openssh-server</code>.</p>
<p><strong>Impostazioni preliminari</strong>. Alice ha già tutto pronto per la connessione, mentre dal PC di Bob, dobbiamo preoccuparci di effettuare il port forwarding della porta 22, quella usata da SSH, all&#8217;indirizzo IP della macchina di Bob. Inoltre è necessario abilitare le connessioni al PC da remoto. Questo lo si può fare andando sul menu <em>Sistema -&gt; Preferenze -&gt; Desktop remoto</em> e abilitando le opzioni come mostrato nella figura sottostante.</p>
<div id="attachment_258" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-258" title="Preferenze del desktop remoto" src="http://www.e-cattivi.com/blog/wp-content/uploads/2009/09/Schermata-Preferenze-del-desktop-remoto-300x251.png" alt="Preferenze del desktop remoto" width="300" height="251" /><p class="wp-caption-text">Preferenze del desktop remoto</p></div>
<p>I preparativi finiscono con la comunicazione di Bob ad Alice dei seguenti dati:</p>
<ol>
<li>username e password di un account valido in Ubuntu</li>
<li>password per la connessione remota impostata nelle preferenze del desktop remoto</li>
<li> indirizzo IP pubblico.</li>
</ol>
<p>Tale indirizzo lo si può trovare in molti modi, per esempio visitando il sito <a title="indirizzo-ip.com ti fornisce il tuo indirizzo IP pubblico" href="http://www.indirizzo-ip.com/">indirizzo-ip.com</a>. La maggior parte dei provider italiani assegna gli indirizzi IP dinamicamente, quindi ad ogni riavvio del router ne otterrete uno <strong>diverso.</strong></p>
<p><strong>Connessione!</strong> Ora è tutto pronto, tocca ad Alice. Pur non essendo assolutamente un fanatico del terminale, il modo che vi consiglio io per instaurare il tunnel SSH consiste in una singola riga da inserire opportunamente modificata nella shell, ovvero</p>
<p><code>ssh -l <strong>usernameUbuntu</strong> -L 50000:localhost:5900 <strong>10.10.10.10</strong></code> (in grassetto le parti da adattare).</p>
<p>Analizziamo velocemente il comando. Con <code>-l usernameUbuntu</code> andiamo a dire con quale account vogliamo accedere al sistema. Con <code>-L 50000:localhost:5900</code> creiamo effettivamente il tunnel, scegliendo la porta locale da usare come inizio dello stesso, ovvero 50000, e la porta in remoto, la 5900, che è proprio quella usata per la condivisione del desktop. Inviato il comando, vi sarà chiesto di inserire una password, che è quella dell&#8217;account Ubuntu di Bob.</p>
<p>Fatto questo, Alice può aprire il programma <strong>visualizzatore di desktop remoti</strong>, che si trova sotto <em>Applicazioni -&gt; Internet</em>, cliccare in sequenza su <em>Connetti</em>, <em>Trova</em> e <em>Dominio</em>, digitare <code>localhost:50000</code> e cliccare per connettersi. La password che viene richiesta ora è quella che Bob ha deciso di usare nelle prefereze per il desktop remoto e, una volta inserita, nel PC di Bob comparirà un messaggio di richiesta condivisione desktop e dovrà decidere se accettarla o meno. Bob può interrompere in qualsiasi momento la condivisione sfruttando il menu da tasto destro che si apre cliccando sull&#8217;icona in alto a destra che notifica la connesione attiva.</p>
<p>Quando Alice ha finito di fornire il suo aiuto a Bob, può chiudere il visualizzatore di desktop remoti e terminare la connessione SSH tramite il comando <code>exit</code>.</p>
<p>Questo è quanto, mi sono prolungato fin troppo, ma mi stava a cuore l&#8217;argomento e volevo spiegarlo in maniera dettagliata cosicché risulti il più facile possibile a voi che lo leggete. Siete riusciti a connettervi? Fatemelo sapere!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il fascino perduto di Scour</title>
		<link>http://www.e-cattivi.com/blog/2009/09/11/il-fascino-perduto-di-scour/</link>
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		<pubDate>Fri, 11 Sep 2009 18:11:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>andr983</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da qualche giorno il sito di Scour ha annunciato un cambiamento di linea. Gli utenti infatti non saranno più remunerati per le ricerche.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da qualche giorno il sito di Scour ha annunciato un cambiamento di condotta. Gli utenti infatti <strong>non</strong> saranno più remunerati per le ricerche.</p>
<p>Il team di Scour in un articolo del loro blog, annuncia di voler <strong>concentrare le proprie risorse sul miglioramento dell&#8217;esperienza di ricerca</strong> e sull&#8217;usabilità del sito. La scelta, secondo Scour, è stata dettata da un numeroso feedback favorevole all&#8217;iniziativa.<span id="more-241"></span></p>
<p>Personalmente, non penso che Scour fornisca una qualità sui risultati della ricerca superiore a quella fornita da Google. Diciamo che, nel complesso, non era male, ma risultava sicuramente più lento rispetto alla lepre di Mountain View. Ma <strong>la remunerazione</strong> in base al numero di ricerche, di commenti e valutazioni <strong>ne faceva qualcosa di speciale</strong>. Insomma, dava un motivo valido per abbandonare l&#8217;indiscusso leader in campo di ricerche (BigG se non si era capito <img src='http://www.e-cattivi.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':P' class='wp-smiley' /> ).</p>
<p>Detto questo, saltato il compenso pecuniario, non resta alcun motivo valido per restare sulla barca. Per questo motivo ho tolto i link a Scour che ancora avevo attivi. In un attimo di incazzatura ho anche pensato di cancellare l&#8217;account, ma poi ho evitato, non si sa mai che ci ripensino. E di fatti la domanda con cui vi lascio è la seguente: secondo voi, <em>senza elargire pagamenti agli utenti, quanti saranno ancora disposti a continuare ad utilizzare Scour</em>?</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ecofont per una stampa sostenibile</title>
		<link>http://www.e-cattivi.com/blog/2009/09/03/ecofont-per-una-stampa-sostenibile/</link>
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		<pubDate>Thu, 03 Sep 2009 21:30:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>andr983</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La bella idea dell'azienda di webdesign olandese Spranq, è stata quella di modificare il font open source Vera Sans apportandogli dei micro forellini tali da non portare a perdite di qualità nella stampa e dare per contro la possibilità di risparmiare cartucce e toner.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_180" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.ecofont.eu"><img class="size-medium wp-image-180" title="ecofont_logo_witte_bg" src="http://www.e-cattivi.com/blog/wp-content/uploads/2009/08/ecofont_logo_witte_bg-300x161.jpg" alt="Ecofont di Spranq" width="150" height="80" /></a><p class="wp-caption-text">Ecofont di Spranq</p></div>
<p>In tempi di crisi economica e ambientale, si tira la cinghia ogni volta che sia possibile. La bella idea dell&#8217;azienda di webdesign olandese <a title="Spranq" href="http://www.spranq.eu">Spranq</a>, è stata quella di modificare il <strong>font open source Vera Sans </strong>apportandogli dei <strong>micro forellini</strong> tali da non portare a perdite di qualità nella stampa e dare per contro la possibilità di <strong>risparmiare</strong> cartucce e toner (il quale, per altro, da una resa migliore). Ecofont è disponibile per i tre sistemi operativi di maggior utilizzo, ovvero Linux, Windows e Mac OSX.<span id="more-179"></span></p>
<p>Su questa base, l&#8217;azienda stessa ha creato una versione professional che fornisce un plugin per programmi allo scopo di ridurre la quantità di stampe, per esempio scoraggiando la stampa di email o documenti, oppure fornendo la possibilità di stampare solo il testo selezionato o ancora modificando automaticamente i margini di stampa in maniera da avere più spazio per i contenuti della pagina.</p>
<p>Non vi resta che <a title="ecofont" href="http://www.ecofont.eu/">provarlo</a> e farci sapere cosa ne pensate!</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Ingresso audio dal microfono in uscita sulle casse</title>
		<link>http://www.e-cattivi.com/blog/2009/07/29/ingresso-audio-dal-microfono-in-uscita-sulle-casse/</link>
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		<pubDate>Wed, 29 Jul 2009 18:54:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>andr983</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Potrebbe essere capitato anche a voi di dover parlare ad un piccolo pubblico e di aver bisogno di un microfono. Magari vi è venuta l'idea, buona, di usare il microfono del computer, laptop o PC che sia, e di usare come uscita le casse dello stesso o eventualmente l'amplificatore di casa. Vi spiego come si fa.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Potrebbe essere capitato anche a voi di dover parlare ad un piccolo pubblico e di <strong>aver bisogno di un microfono</strong>. Magari vi è venuta l&#8217;idea, buona, di usare il <strong>microfono del computer</strong>, laptop o PC che sia, e di usare come uscita le <strong>casse</strong> dello stesso o eventualmente l&#8217;amplificatore di casa, ma non siete riusciti a farlo. Insomma, il vostro problema è che non riuscite a creare il ponte tra l&#8217;ingresso e l&#8217;uscita.<span id="more-176"></span></p>
<p>Bene per arrivare ad ottenere tutto ciò non c&#8217;è gran che da fare, ma essendo di default l&#8217;<strong>uscita audio del microfono disattivata</strong>, dovete farvi carico di apportare la modifica manualmente. Ovviamente, di default il microfono non è connesso all&#8217;uscita, altrimenti usando Skype o programmi simili sentireste sempre anche la vostra voce nelle cuffie.</p>
<p>Veniamo al punto. Aprite le impostazioni audio, ovvero il <strong>controllo volume</strong>, e nella pagina delle uscite audio andate ad <strong>abilitare il microfono</strong> e regolate il volume facendo subito una prova. Tutto qua. In alternativa potete usare anche il programma VLC, sfruttando la voce del menu <em>periferica di acquisizione</em>.</p>
<p>Quanto detto vale per <strong>Windows</strong> e anche per <strong>Ubuntu</strong> in linea di principio. Se avete altre idee sarò contento di leggerle nei commenti.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Skype su Ubuntu 9.04 Jaunty Jackalope</title>
		<link>http://www.e-cattivi.com/blog/2009/05/18/skype-su-ubuntu-904-jaunty-jackalope/</link>
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		<pubDate>Mon, 18 May 2009 19:35:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>andr983</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Linux]]></category>
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		<category><![CDATA[Skype]]></category>
		<category><![CDATA[Ubuntu]]></category>

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		<description><![CDATA[Da un mese ormai è uscita la nuova versione del mio sistema operativo preferito, la 9.04 - Jaunty Jackalope, ed è ora di mettere per iscritto che la soluzione trovata allora vale anche per la nuova versione. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In <a title="Risolvere problema Skype su Ubuntu" href="http://www.e-cattivi.com/blog/2008/12/02/skype-vs-ubuntu-vinco-ioskype-vs-ubuntu-vinco-io/">questo articolo</a> vi avevo parlato di come <strong>risolvere i problemi audio di Skype</strong> con l&#8217;attuale versione di <strong>Ubuntu</strong>. Da un mese ormai è uscita la nuova versione del mio sistema operativo preferito, la <strong>9.04 &#8211; Jaunty Jackalope</strong>, ed è ora di mettere per iscritto che la soluzione trovata allora vale anche per la nuova versione. Difatti, appena installato Skype, ho ottenuto lo stesso problema, e poi servendomi delle istruzioni contenute sul vecchio articolo ho rimesso tutto a posto.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Convertire file mdi in pdf con k2pdf.com</title>
		<link>http://www.e-cattivi.com/blog/2009/04/20/convertire-file-mdi-in-pdf-con-k2pdfcom/</link>
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		<pubDate>Mon, 20 Apr 2009 21:12:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>andr983</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet e Web]]></category>
		<category><![CDATA[Linux]]></category>
		<category><![CDATA[Open Source]]></category>
		<category><![CDATA[PC]]></category>
		<category><![CDATA[Software]]></category>
		<category><![CDATA[Windows]]></category>
		<category><![CDATA[convertitore]]></category>
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		<category><![CDATA[mdi]]></category>
		<category><![CDATA[Ubuntu]]></category>

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		<description><![CDATA[Con Ubuntu, o in generale ogni altra distribuzione Linux, la soluzione più veloce consiste nel convertire in pdf il vostro file mdi tramite lo strumento messo a disposizione dal sito k2pdf.com.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Premesso che rimane da capire <strong>perché</strong> una persona metta a disposizione dei file, in questo caso delle slide con lezioni dell&#8217;università, in <strong>formato .mdi</strong>, vediamo come è possibile avere accesso a tali informazioni anche non appartenendo alla famiglia di Redmond.<span id="more-161"></span></p>
<p>Prima però due paroline sull&#8217;<strong>mdi, </strong><span>Microsoft Document Imaging</span>. Ovviamente si tratta di un <strong>formato proprietario di BigM</strong>, che permette di salvare assieme <strong>immagini raster</strong> (o bitmap che dir si voglia) e <strong>note opzionali</strong> o <strong>metadata</strong>, contenenti per esempio il testo prelevato tramite OCR. Il fatto che sia un formato proprietario e che per visualizzarlo si dovrebbe essere clienti di MS, basta e avanza per <strong>sconsigliare l&#8217;utilizzo per questi scopi</strong>: chi non compra Microsoft viene a trovarsi in difficoltà, e creare questa situazione è <strong>altamente discriminante</strong>.</p>
<p>Ed ora veniamo al punto, come promesso. Con <strong>Ubuntu</strong>, o in generale ogni altra distribuzione <strong>Linux</strong> (ma vale anche per Windows, Mac e qualsiasi altro sistema operativo), la soluzione più veloce per riuscire a leggere il contenuto di questo file consiste nel <strong>convertire l&#8217;mdi in pdf</strong> tramite lo strumento messo a disposizione dal sito <strong>k2pdf.com</strong>, su <a title="Convertitore da mdi a pdf online e gratuito k2pdf.com" href="http://www.k2pdf.com/convert2.html">questa pagina</a>. Inviate il file mdi, vi ritorna un file pdf, e lo visualizzate come meglio vi pare.</p>
<p>Per dovere di cronaca, esiste almeno un&#8217;altra possibilità per raggiungere lo stesso obiettivo, ma nettamente più laboriosa. Rimanendo in ambito Linux, con un&#8217;installazione virtuale di Windows (WMware) potete poi installarvi MS Office ed avere accesso al file, ma va da se che tale soluzione fa a pugni con con qualsiasi logica. Se siete disposti a pagare, allora sul sito di <a title="bugysoft.com convertitore da mdi a pdf" href="http://www.bugysoft.com/">bugysoft</a> trovere un software per Windows per la conversione in pdf (comunque più economico di MS Office), oppure se vi accontentate di <strong>trasformarlo in un jpeg</strong> (jpg) potete <strong>scaricare la versione free</strong> con sponsor.</p>
<p>È doveroso aggiungere che <strong>Open Office</strong> <strong>non riesce a leggere mdi</strong>, quindi con esso non è possibile aprire il file, né tanto meno si riesce a trasformare questo maledetto tipo di file in qualcosa di utilizzabile, essendo questo un formato chiuso di cui Microsoft è proprietario.</p>
<p>Riassumendo, il convertitore &#8220;mdi to pdf&#8221; online è di sicuro la scelta vincente, almeno che non abbiate dati sensibili contenuti nel documento. In ogni caso, avete l&#8217;<strong>obbligo morale</strong> di spiegare a chi vi ha dato questo file che, solo perché lui usa Microsoft Office, non è detto che tutto il mondo debba pensarla come lui. Fatelo, mi raccomando!</p>
<p>Vi è stato utile l&#8217;articolo? Fatemelo sapere tramite i commenti!</p>
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